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​Volterra, gli "scemi di guerra" e Grillo

Fabio Testi (Tenente Boda) Dino Risi (regista) Beppe Grillo (Sottotenente Marcello Lupi)

Prosegue il nostro viaggio nella straordinaria storia dell'ospedale psichiatrico (probabilmente) più grande d'Italia.

VOLTERRA — Fino all'anno 1887 -  qui prendiamo in esame la situazione a cominciare dall'Italia da poco unita, ma i 'folli' e i problemi ad essi collegati sono esistiti da che mondo è mondo - i malati di mente della provincia di Pisa venivano ricoverati all'ospedale San Niccolò di Siena. Dove i 'pisani' - ricordando che allora l'intero comprensorio del Cuoio era in provincia di Firenze - erano arrivati a quota 500. Troppi per l'ospedale senese che anche per limitare le presenze non locali alzò la retta quotidiana da 1 lira a una 1 lira e 50.

E così il prefetto di Pisa comincio a cercare disperatamente più economiche soluzioni, trovandole a Volterra con l'offerta di una retta ancorata a 1 lira arrivatagli dal presidente del locale ospizio comunale, Aurelio Cairol, che decise di cogliere l'occasione e trasformare in manicomio l'ospizio nato nel 1884. Proprio da questa decisione prese il via l'ospedale psichiatrico volterrano destinato a contare quasi 5 mila ricoverati alle soglie della seconda guerra mondiale. Quasi 5 mila degenti distribuiti in una grande "città dei dementi" - non solo parole offensive ma legate alla storia e alla medicina di allora - arrivata addirittura a battere moneta interna. Come già abbiamo raccontato.

Oltre all'arrivo dei malati psichiatrici da mezza Italia, sempre per le rette inizialmente mantenutesi al ribasso, anche la prima guerra mondiale, la Grande Guerra, contribuì a portare tanti nuovi ricoverati sul colle etrusco. Erano i 'famosi' scemi di guerra, decine di migliaia di soldati che avevano perso il lume della ragione nelle trincee e negli assalti all'arma bianca. Non parlavano più e vagavano per i cortili ospedalieri come automi, mentre qualcuno fingeva la malattia per farsi riformare. E se era scoperto tornava al fronte o magari finiva davanti a un plotone d'esecuzione.

Anche la seconda guerra ridusse alla follia parecchi soldati, ma meno rispetta al primo conflitto. E c'è un bel film dal titolo "Scemo di guerra", che consigliamo a tutti di vedere, in cui si racconta la follia di un ufficiale medico comandante di un ospedale da campo in Libia durante la guerra dell'Italia fascista con gli inglesi. Film al tempo stesso comico e tragico di Dino Risi (1985) derivato da testimonianze di Mario Tobino, medico militare in quella guerra e in seguito primario del reparto femminile dell'ospedale psichiatrico di Lucca e, come già abbiamo raccontato, difensore dei manicomi se ben organizzati, e furiosamente contrario agli psicofarmaci "che uccidono l'anima e la libertà dei malati."
Un film di cui uno dei principali protagonisti, pensate un po', era Beppe Grillo, bravissimo in quella parte mentre sulla sua moderna bravura politica lasciamo a ciascuno il proprio parere.

Mario Mannucci
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