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Quando il manicomio batté moneta

Alla vigilia della seconda guerra erano quasi 5mila i pazienti psichiatrici di Volterra, una città più grande di molti comuni della Valdera.

VOLTERRA — Alla vigilia della seconda guerra mondiale l'ospedale psichiatrico di Volterra, per tutti il manicomio di Volterra, sfiorava i cinquemila assistiti. Che insieme ai circa mille operatori formavano una cittadina di seimila abitanti, la metà dell' intera popolazione volterrana e ben mille, duemila o tremila in più di Calcinaia con Fornacette, Capannoli, Bientina e altri ancora. Ma di tutta la grande storia del manicomio l'iniziativa più curiosa è forse l'emissione di una moneta da spendere in acquisti e con la quale venivano compensati i ricoverati che lavoravano, potendo farlo, nei vari settori. agricoltura, falegnameria, tinteggiature, calzoleria, eccetera, all'interno della città manicomiale. 

La moneta ad uso esclusivo dei ricoverati lavoratori fu coniata nel 1933 in 70.988 esemplari, incisi da Marinelli per la Casa di Benvenuto Cellini in Firenze, per iniziativa del famoso professor Scabia che volle, fortissimamente volle, se non proprio trasformare il manicomio dove pur sempre c'erano ammalati anche gravi, farlo diventare un luogo più vicino a una cittadina operosa che non a un tetro reclusorio.
La moneta interna fa pensare un po' all'odierno reddito di cittadinanza mentre, facendo un salto di qualche decina d'anni, sembra dar ragione allo scrittore medico Mario Tobino che face una grande battaglia contro la chiusura degli ospedali psichiatrici sulla base dell'iniziativa del professor Franco Basaglia che nel 1978 portò alla soppressione dei manicomi. 

Mario Tobino è stato a lungo primario del reparto femminile dell'ospedale psichiatrico di Lucca e quando andò in pensione gli fu assegnato uno studio per poter scrivere i suoi bei libri - celebre il suo "Su per le antiche scale" basato proprio sulle esperienze manicominiali - e gli interventi di stampa la soppressione dei manicomi.La tesi di Tobino era semplice: i malati di mente possono stare fuori dai manicomi soltanto se imbottiti di psicofarmaci che gli ammazzano l'anima. Mentre in un manicomio modernamente attrezzato e con cure assai meno invasive possono esprimere tutta la loro anima. Anima di malati ma anima, per Tobino, potente.

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