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Con Annet, dalla parte di chi non ha voce

Gli studenti dell’istituto Niccolini di Volterra ringraziano in una lettera l’attrice e regista olandese per un progetti che li ha visti protagonisti

VOLTERRA — Ecco la lettera.

“Negli ultimi due anni la classe IV AP dell’Istituto Tecnico Commerciale Geometri Niccolini di Volterra – scrivono gli studenti in una lettera - ha avuto la possibilità di collaborare con Annet Henneman in un progetto, Dalla parte di chi non ha voce, curato dal professor Roberto Veracini.

Annet è una giornalista, attrice e regista olandese che qualche anno fa ha fondato il Teatro di Nascosto per dare voce, tramite il teatro reportage, a chi è oppresso dalle guerre e dai conflitti nelle varie parti del mondo.

Grazie alla forza di volontà e alla passione di questa donna siamo venuti a conoscenza di ciò che accade realmente nei paesi dove ci sono guerre e dittature.

Un momento molto importante è stato il 21 settembre 2016, quando noi studenti del Niccolini insieme ai ragazzi delle altre scuole di Volterra, guidati da Annet, abbiamo organizzato una manifestazione in Piazza dei Priori a sostegno dell’iniziativa Peace Carneval, promossa contemporaneamente a Baghdad da un movimento pacifista iracheno. E’ stato emozionante essere collegati in diretta con persone che stavano vivendo una realtà drammatica e che hanno avuto il coraggio di manifestare per i loro diritti e per la pace.

Il progetto è continuato con la nostra classe nel corso dell’intero anno scolastico con incontri, interviste e video, in cui Annet ci teneva aggiornati sulle sue iniziative e sui suoi viaggi nei luoghi della sofferenza. Nel mese di maggio, poi, ci siamo recati nell’ex palestra di Docciola per partecipare all’ultimo lavoro di Annet e dei suoi collaboratori, che sono venuti a Volterra da tutto il mondo in occasione di uno stage teatrale organizzato dall’associazione Teatro di Nascosto.

Fin da subito gli attori, tramite i loro racconti, ci hanno impressionato molto, trasportandoci nella realtà e nella paura che molti uomini, donne e bambini vivono quotidianamente.

Alla fine dello spettacolo alcuni di noi sono stati intervistati da La radio-teatro reportage (una radio internazionale, curata da Annet e dal suo gruppo, con un’ampia diffusione nei territori di guerra mediorientali) per far emergere le nostre impressioni ed emozioni basate su ciò che avevamo appena visto.

La classe ha partecipato al progetto con grande entusiasmo: questa esperienza ha avuto un grandissimo impatto sulla nostra vita e sul nostro modo di vedere il mondo, perché ci ha fatto capire che bisogna essere grati per ciò che abbiamo e che non bisogna mai dimenticare l’importanza della pace e del rispetto dei diritti umani.”

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