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Geotermia, il caso di Montecastelli in commissione

Incontro col comitato che dal 2014 difende la frazione. Baccelli: “Risorsa strategica ma progetti industriali vanno condivisi dal territorio”

CASTELNUOVO VALDICECINA — “Ancora una volta devo evidenziare una evidente discrasia. Esiste un problema di equilibrio tra vocazioni ambientali e turistiche e progetti industriali che debbono necessariamente essere coerenti con la tipologia di territorio in cui vanno ad insediarsi. La risorsa geotermica è sicuramente strategica, ma non può essere imposta a discapito della volontà pianificatoria degli enti locali e le sensibilità di una comunità”. È il commento del presidente della commissione Ambiente, Stefano Baccelli (Pd), al termine dell’audizione con il comitato Montecastelli Viva Onlus. Un gruppo di cittadini che dal dicembre 2014 opera in difesa della frazione di Castelnuovo di Val di Cecina, del “suo valore paesaggistico, culturale e della sua economia”, come si legge nella pagina web ufficiale.

Nel corso della seduta di oggi alcuni rappresentanti del comitato hanno esposto le problematiche che potrebbero emergere da recenti progetti di nuovi insediamenti geotermici industriali. Il borgo di Montecastelli si trova in una macroarea da sempre vocata alla geotermia industriale, ma per una serie di circostanze e scelte, il territorio era stato preservato mantenendo una forte caratterizzazione agricola, turistica e culturale. Tutto cambia a seguito di normative che hanno trasformato il settore geotermico industriale da monopolistico a concorrenziale

In sede di dibattito è stato fatto notare come gli attuali due progetti sull’area di Montecastelli, entrambi in procedura di Via (Valutazione d’impatto ambientale) l’uno alla Regione e l’altro al ministero, “collidano pesantemente con i precedenti piani pubblici di sviluppo del territorio, approvati e ratificati dalla Regione. I vincoli esistenti, è stato rilevato, hanno motivato molti imprenditori ad effettuare significativi investimenti nel settore turistico e comunque nella direzione di uno sviluppo economico integrato e sostenibile”.

A conclusione dell’audizione, i commissari si sono detti d’accordo nel chiedere un approfondimento sui progetti Mensano e Castelnuovo: “Il nostro intervento, se potrà esserci, dovrà avvenire con cognizione di causa. Acquisire tutto il materiale è dirimente. La valutazione di opportunità politica non può infatti prescindere da un’approfondita istruttoria tecnica che consenta una decisione concretamente efficace”, ha concluso il presidente della commissione.

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