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Sogno Etrusca, è promozione in serie D

La società figlia dell'unione delle realtà pallavolistiche di Saline e Volterra ha vinto il campionato di 1a Divisione e poi i playoff contro Piombino

VOLTERRA — Tutto vero. Al fischio finale del quarto set contro Piombino non ci credono nemmeno loro, eppure l'Etrusca Volley è riuscita nell'ardua impresa. Dopo la vittoria del campionato di Prima Divisione, la squadra della società figlia dell'unione della Polisportiva Saline e della Pallavolo Volterrana, ha vinto anche i play off e conquistato la meritata promozione in serie D.

Soddisfazione da parte di tutta la società e del direttore sportivo Paolo Fidanzi: "Questa squadra ha compiuto un’impresa, ha messo un sigillo sul sacrificio fatto dalla società nell'impegnarsi a portare avanti un progetto ambizioso, ha onorato la propria maglia, ha regalato alla propria città una pagina di storia ed infine, la cosa più importante, ha dimostrato a se stessa di avere un valore prezioso e con la firma dorata apposta sulla vittoria ha messo a tacere tutti coloro che in un modo o nell'altro, hanno dubitato. Dire brave non è giusto, sono state molto, molto di più e forse ancora non hanno realizzato la portata della grandezza di ciò che hanno fatto, ma noi, sì. Grazie a questa Prima Divisione, che adesso con gioia salutiamo per dare il benvenuto ad una tanto sofferta quanto desiderata serie D. Ai nostri tifosi sostenitori, parte integrante di questa vittoria, a tutti coloro che sono stati presenti in quel 9 giugno memorabile, a partire dall'amministrazione comunale fino a giungere agli immancabili in prima fila; a chi è venuto in palestra e non ci entrava da anni; a chi quella palestra la pulisce ogni giorno; a chi da lontano ci ha seguito; a chi da vicino non ci ha mai abbandonato; a chi ha remato contro e ci ha stimolato; a chi non lo voleva ma ahimè, gli è andata male; a chi invece lo voleva, eccome se lo voleva; ai dirigenti storici, colonne portanti; a quelli nuovi, linfa energizzante; all'Etrusca Volley che se l’è proprio meritato per aver creduto in un’unione figlia di un grande futuro; a questa maglia rosso bianco blu, nata da soli due anni e già titolata".

Fidanzi ha poi voluto ringraziare a uno a uno i componenti della squadra, staff e atlete: "Andrea De Marinis, ex atleta professionista che con determinazione, dedizione e tanta voglia di arrivare ha guidato questo gruppo portandolo al successo; Frayeli Alvarez Antonio, con il suo sorriso ed il suo talento arriverà lontano; Giovanna Orlandini subentrata in un difficile e delicato momento ma sempre pronta a dire si quando è stata chiamata; Romina Fidanzi sempre presente, giovane promettente con tanta voglia di imparare; Alessia Gervasio stoica, pronta a qualunque sacrificio pur di essere presente; Ginevra Franchi cresciuta tantissimo nell’ultima stagione, in cui si è trasformata da una giovane inesperta ad una pedina importante del sestetto; Nicole Fidanzi, sulle sue spalle un fardello di molti più chili del suo peso, ma con un carattere così, può reggere qualunque responsabilità e nel momento decisivo, è stata determinante; Giulia Gasperini, un’atleta modello, l’ha fermata solo un’infortunio non ancora recuperato ma nonostante questo anima viva dentro la squadra; Claudia Santi, tornata a calcare il parquet dopo un periodo di riflessione ma ripartita con la stessa grinta, lo stesso cuore e (se possibile) ancora più passione di prima; Valentina Rando, il sole della sua bella Sicilia la fa brillare nei 9 metri di campo, in cui nessun centimetro è irraggiungibile per lei, un Libero puro e tenace; Greta Granchi, un martello pneumatico perforante i muri avversari, volterrana doc che tra un diah verai ed un boia ha trascinato la squadra verso l’obiettivo in cui credeva fermamente; Alessia Giustarini, la centralona dalle spalle forti, terrore di tutti gli avversari che l’hanno incrociata e punto di forza per noi che ci siamo affidate alle sue urla di esultanza dopo i punti fatti, cuore grande davvero; Claudia Bruschi, un C1 fuori categoria, lo pensano tutti tranne lei, ma i numeri parlano chiaro, miglior centrale del campionato, anche se la sua vera forza sta nella razza purosangue fatta di adrenalina e spontaneità, voleva questa vittoria e nessuno poteva fermarla; Chiara Sandrini, 180 cm di cuore che batte all'impazzata nei momenti difficili ma che trova sempre il ritmo giusto per far girare la squadra, mani precise e testa brillante, in mano sua la squadra è al sicuro, ha perso 10 anni di vita ma li ha investiti tutti in questa conquista; Elena De Santi, l’ultima della lista perché la prima dei combattenti, il nostro capitano, colei che incarna l’immagine di questa società e veste i nostri colori onorandoli, sempre; il giocatore più completo, una vera guerriera che si nasconde dietro un’armatura di timidezza ed umiltà ma quando scende in campo, non conosce ostacoli, gioco quest’anno, e se non vinco il campionato smetto, così disse a settembre, queste le sorti: volli, fortissimamente volli! A tutti questi - ha concluso Fidanzi -, il nostro grazie, per l’impresa compiuta, la conquista ottenuta e per aver dato voce ai nostri silenzi, nel modo più nobile, con i fatti! Che sia il primo successo, di una lunga serie, ma per il momento godiamoci quest’emozione che non ha voce ma ha un nome: Serie D".

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