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Ospedale in difficoltà, le opposizioni incalzano

Tiene banco il caso delle urgenze di ortopedia chirurgica dirottate a Pontedera. Il sindaco interpella Asl e Regione, le opposizioni attaccano

VOLTERRA — Il sindaco Giacomo Santi si è detto preoccupato ma ha anche cercato di stemperare i toni. "Noi qua amministriamo - ha ricordato il primo cittadino - ma non scordate che qua ci viviamo. Non credo altresì che si faccia un buon servizio alla causa sottolineando e amplificando difficoltà oggettive su alcuni servizi specialistici e ospedalieri che si stanno verificando in queste settimane, anche con comunicazioni inusuali, fraintendibili e di fatto fraintese come quella della sospensione totale dell'attività chirurgica in ortopedia. Sacrosanto invece pretendere il ripristino degli interventi urgenti!".

Santi si è detto pronto a fare tutto il possibile per garantire presenza e rilancio dei servizi ospedalieri di zona, "senza nascondermi nei palazzi e arrampicandomi sulle torri, ma semplicemente parlando con gli interlocutori quali l’Azienda sanitaria e Regione", invitando anche a moderare i toni e ad evitare show mediatici, con chiaro riferimento alle forze di opposizione in consiglio comunale.

Opposizioni che, tuttavia, tengono alta l'attenzione sulla vicenda, dicendosi fortemente preoccupate per un eventuale ulteriore depotenziamento dell'ospedale volterrano.

"Non vorrei annoiare con ulteriori puntualizzazioni sulla vicenda della chiusura della Ortopedia di Volterra - ha osservato Marzio Innocenzi, consigliere di Uniti per Volterra -, ma la risposta fornita dalla ASL dice chiaramente che le sale operatorie ortopediche sono chiuse, perché le operazioni non urgenti sono rimodulate e quelle urgenti saranno inviate a Pontedera".

"Ritorniamo a dire - prosegue Innocenzi - che chiudere una attività fondamentale, anche se sporadica, per la semplice assenza di un solo operatore della UO che comprende anche tutti gli ortopedici di Pontedera, oltretutto in momenti di maggiore affluenza di persone a Volterra, fa sorgere la domanda spontanea: e se in seguito ricapita una assenza improvvisa? E se va bene anche così adesso perché non andrà bene anche in altri momenti? Tanto per un intervento alla settimana. Ma quell’intervento, oltre il disagio di trasportare un ferito grave (immagino) a Pontedera, quanto costa? Supponiamo che chi sta male debba essere trasportato con l’elicottero Pegaso (probabile): quanto costa un viaggio arrivo e trasporto, mezzo e personale compreso, alla ASL e quindi ai cittadini? Strutture efficienti a Volterra potrebbero limitare il ricorso a elitrasporti al necessario, con indubbio ritorno di immagine, di credibilità, di utilità, di tranquillità della popolazione volterrana, magari riversando eventuali risparmi dei trasporti su un numero maggiore di posti di lavoro di soggetti locali? Questi quesiti necessiterebbero di risposte".

"Credo che sottolineare ed amplificare le difficoltà oggettive su alcuni servizi di base che si stanno verificando in queste settimane sia utile, serva alla causa e sia, anzi, doveroso soprattutto da parte di chi ricopre cariche pubbliche" ha invece replicato al sindaco Roberta Benini, capogruppo di Per Volterra, che ha aggiunto: "E la scelta di dire che questo non è il modo giusto di fare non basta, tanto più se anche il partito che rappresenta (il Pd, ndr) e che lo ha messo sulla seggiola più alta del comune dice, a differenza sua, che la situazione è inaccettabile e che si deve correre ai ripari, parlando addirittura di interruzione di pubblico servizio".

"Dice che lo show mediatico non gli appartiene - ancora Benini, in replica al sindaco Santi -, che non prova passione per la propaganda, che i social non sono il suo mondo, ma si preoccupa di correre a giustificare il proprio operato su quegli stessi strumenti che dice di ripugnare".

"Santi fa bene a lavorare per il bene di Volterra e deve stare sereno sul fatto che se e quando otterrà buoni risultati per il comune, i cittadini e il territorio - ha concluso Benini -, noi non mancheremo di congratularci con lui, ma chiedere di non "fare rumore" sul fatto che servizi essenziali vengono tolti dall'ospedale o dare lezioni di bon ton quando lui per primo in questi anni non lo ha fatto, questo proprio non lo lascio fare".

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