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"Il carcere deve avere il suo teatro"

Lucia Ciampi e Susanna Cenni

Appello delle deputate del Partito democratico Lucia Ciampi e Susanna Cenni perché vada in porto il progetto di una sala teatro nel Maschio

VOLTERRA — "Il carcere di Volterra deve avere il suo teatro", sostengono convintamente le deputate del Pd Lucia Ciampi e Susanna Cenni, a fronte del "silenzio assordante del Governo su questo tema".

“L’esperienza rieducativa – ha commentato Ciampi – della Compagnia della Fortezza diretta da Armando Punzo fin dal 1988, è certamente una delle più note ed efficaci d’Italia. Per 30 anni nella casa di reclusione di Volterra si sono susseguiti laboratori teatrali e spettacoli molto seguiti che sono stati modello anche per altri istituti carcerari sparsi in tutta Italia. Attività che hanno permesso a molti detenuti di avviare un processo di rieducazione sociale e di vivere più serenamente la loro condizione. In questi anni la Compagnia è cresciuta molto, ma adesso per mancanza di spazi si rischia di compromettere l’eccellente lavoro svolto in questi anni".

"Eppure nella Fortezza Medicea di Volterra sono presenti aree non utilizzate che secondo il progetto presentato da Ettore Barletta - ha aggiunto ancora Ciampi -, direttore dell’ufficio tecnico dell’area penitenziaria, potrebbero agevolmente ospitare un teatro di 200 posti. Progetto che sarebbe già finanziato dal Dap (Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria), ma che per qualche motivo non è ancora partito sollevando le legittime proteste di Franco Corleone garante regionale dei diritti dei detenuti. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione al Ministro della Giustizia e al Ministro dei Beni Culturali per conoscere i motivi per cui la realizzazione del nuovo Teatro all’interno dell’istituto carcerario di Volterra non è ancora partita. Per la totale inerzia di questo esecutivo alcune meravigliose esperienze del nostro paese, come quella della Compagnia della Fortezza, rischiano di veder seriamente compromessa la loro attività. Ci aspettiamo una solerte risposta seguita da atti concreti”.

“L’attività teatrale di Volterra è un fiore all’occhiello della Casa di reclusione, un esempio di come le politiche di rieducazione possono concorrere ad accorciare gli spazi tra reclusione e società - ha ricordato Susanna Cenni - Anche per questo occorre rimuovere tutte le criticità che rischiano di fermarla. Tutto il nostro appoggio alla battaglia che il Garante dei detenuti ha intrapreso, e l’impegno a contribuire al superamento di questa fase. Personalmente cercherò nei prossimi giorni, anche di far visita al Carcere”.

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