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Gli etruschi rivivono in un videogioco

Anche Volterra, mettendo a disposizione i reperti del suo museo, contribuirà alla realizzazione del gioco-progetto denominato "Mi Rasna"

VOLTERRA — Per la realizzazione del videogioco "Mi Rasna - Io sono etrusco", la Entertainment Game Apps sta coinvolgendo enti e musei di quelle che furono le dodici principali città-stato della civiltà etrusca. Fra queste anche Volterra, che oggi ha accettato di mettere a disposizione i reperti del proprio Museo Etrusco.

"L’esperienza ludica di Mi Rasna - spiegano gli ideatori del gioco - proietta il giocatore all’interno dei fatti di questo popolo, passando per la scelta di una delle dodici Città Stato realmente esistite all’interno delle quali ne rivivrà la storia. L’utente vestirà i panni di un magistrato locale in prima persona, immedesimazione che porterà alla conoscenza dell’economia, dell’agricoltura, dell’allevamento, dell’edilizia, dell’estrazione delle risorse e dei manufatti prodotti dal popolo etrusco".

"L’ambientazione storica in cui è calato il gioco - aggiungono - rappresenta una possibilità unica di unire in un solo progetto la valorizzazione di un’area geografica ampia: Toscana, Umbria e Lazio. Regioni nelle quali la civiltà etrusca ha trovato la sua più alta espressione, un dato che rende necessaria la partecipazione e il coinvolgimento diretto al progetto gli Enti presenti in questi territori. La partecipazione e il coinvolgimento qui richiesto non è di natura economica ma relativo alla possibilità di utilizzare il materiale, i reperti e la documentazione legata al popolo etrusco, in gestione o di proprietà degli Enti (Parchi, Aree Archeologiche e Musei). Il contributo in questione sarà inserito all’interno del prodotto videoludico nel quale i contenuti forniti avranno visibilità e saranno valorizzati".

L'adesione al progetto è stata annunciata con soddisfazione dal sindaco Marco Buselli: "Il gioco, come in chiave diversa anche il cinema, rappresenta un veicolo eccezionale per la promozione di un territorio". "E’ un modo per far conoscere la storia - ha aggiunto - e permettere a persone di tutte le età, con particolare attenzione ai più giovani, di visitare la città e il territorio in modo innovativo. Lo stesso Museo Etrusco ha bisogno di chiavi di lettura diverse, complementari a quelle tradizionali".

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