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Una trasferta VIP con la Juventus: la realizzazione di un sogno

Per Giacomo Fabiani, operaio di Pomarance, la trasferta a fianco della sua squadra del cuore è stata un'esperienza indescrivibile

POMARANCE — Giacomo Fabiani, volto noto di Pomarance, ha vissuto un'esperienza indimenticabile partecipando alla trasferta con la sua squadra del cuore, la Juventus. E' stato sorteggiato vincendo un viaggio VIP all inclusive per due persone con i ragazzi di Conte per la partita di Europa League in Turchia.
Giacomo, com'è stato possibile realizzare questo sogno?
"Sono stato contattato telefonicamente da uno sponsor commerciale della Juventus. del quale sono cliente da tanto tempo, verso fine gennaio. Mi dicevano che, da accordi con la società della Juve, avevano sorteggiato tra i loro clienti più 'anziani', cioè tra i clienti iscritti da più tempo e quindi considerati più fedeli, alcuni nomi per farli partecipare gratuitamente ad alcune gare casalinghe della Juventus, altri per andare un giorno allo stadio agli allenamenti della Juventus e altri, tra cui il sottoscritto, per andare con la Juventus, ospiti interamente della squadra, in Turchia a Trabzon per la trasferta di Europa League".
Sei saltato dalla sedia a questa notizia?
"Inizialmente non ci ho creduto, anche perchè non potevano sapere che ero tifoso juventino. Mi hanno detto che era valido per due persone, tutto pagato, volo insieme alla squadra, albergo a 5 stelle eccetera eccetera. A me non sembrava vero: credevo fosse uno scherzo!
Quindi prima di inviare tutti i documenti che mi avevano richiesto, ho preso il telefono e ho chiamato il numero dell'assistenza clienti dello sponsor per avere certezze e quando mi hanno confermato il tutto per me è stato come l'avverarsi di un sogno. A quel punto ho chiamato subito mia moglie per sapere se era disposta a venire con me: nonostante la sua fede 'purtroppo' interista non ha esitato ad accettare".
Raccontaci il viaggio...
"Laura e io siamo partiti per Torino martedì 25 febbraio, dove ci hanno pagato un albergo in centro per una notte e la mattina seguente, mercoledì 26, siamo andati in aeroporto dove alle 13 era prevista la partenza con la squadra. E' stata un'accoglienza bellissima: 4 o 5 persone della Juventus, personale addetto agli sponsor e all'immagine, ci hanno dato il benvenuto in aeroporto e ci hanno accompagnato per tutta la nostra avventura senza mai farci mancare niente, ne materialmente ne a livello di attenzioni personali!
Quando avete incontrato la squadra?
"Fatto il check in, ecco il sogno avverarsi: in quel lato dell'aeroporto eravamo soltanto noi ospiti degli sponsor, in tutto una ventina di persone, i giornalisti ed è arrivata tutta la squadra! I giocatori sono stati disponibilissimi a parlare, farsi fotografie e fare autografi.
Siamo saliti tutti sullo stesso aereo, quasi 4 ore di volo insieme a loro: sembrava davvero di sognare! Ad un certo punto mi sono trovato seduto accanto a Tevez: ero quasi emozionato, davvero una sensazione indimenticabile!"
E una volta arrivati in Turchia?
"Siamo atterrati nella zona vip dell'aeroporto di Trabzon per evitare contatti con eventuali tifosi. Qui abbiamo saputo che la squadra era stata dirottata in un altro albergo perchè il nostro era troppo centrale e c'era troppa confusione: questa è stata l'unica cosa negativa, ma non ce l'hanno fatta pesare poichè tutto lo staff della Juventus era nell'albergo con noi ed eravamo accompagnati in tutto e per tutto da loro, tutti in giacca col marchio Juventus, pullman riservato con le scritte 'Juventus VIP'.
La sera siamo stati a cena in uno dei ristoranti più 'in' della Turchia: avevamo anche i menù con scritto Juventus. Tutto, compresi gli extra e le bevute illimitate, era pagato dalla Società. Così come per il resto del soggiorno. Accanto al nostro tavolo c'era a cena tutta la delegazione Uefa al completo che doveva poi all'indomani arbitrare la partita".
E finalmente arriva il giorno della gara, il vero motivo per cui eravate in Turchia.
"Siamo arrivati dentro lo stadio col pullman riservato e scortato dalla Polizia e naturalmente eravamo tutti in tribuna vip! La partita sappiamo come è andata: dominio assoluto e grande soddisfazione da parte di tutti! Ci siamo anche fatti alcune foto coi tifosi turchi, davvero molto caldi: tutto lo stadio ha cantato per novanta minuti, davvero bello!"
A Pomarance tutti vi hanno riconosciuto in televisione, vi hanno chiamato?
"Ce ne siamo accorti subito perchè hanno iniziato ad arrivarci mille chiamate e messaggi dall'Italia e dopo pochi minuti abbiamo visto anche la ripresa! Ci sentivamo i personaggi del momento, soprattutto per tutti i nostri conoscenti che ci hanno visto in diretta!"
Com'è stato poi il rientro in Italia?
"La mattina seguente, dopo una bella colazione al fianco di Aldo Serena siamo ripartiti, purtroppo, per l'aeroporto. Abbiamo di nuovo viaggiato con la squadra, come all'andata. Soltanto che noi tifosi VIP eravamo alla fine di questo sogno, la partita era andata benissimo e quindi non li abbiamo fatti respirare un secondo questi giocatori! Li abbiamo stressati e tartassati per tutto il viaggio di ritorno tra foto, chiacchiere e autografi. Io avevo seduti davanti a me Giovinco, Lichsteiner e Bonucci. In questo volo di ritorno tutti volevamo foto e autografi da tutti i giocatori anche perchè all'andata eravamo stati molto più calmi!"
Che impressioni ti hanno fatto i tuoi idoli visti da vicino?
"Emozioni infinite! Nonostante i loro guadagni e i giri che ci possono essere  intorno ai giocatori e al calcio, devo dire che mi sono piaciuti.  Avendoli avuti a stretto contatto ho potuto apprezzare la bontà delle persone senza pensare a chi sono e alle vite che fanno e tutti mi sono sembrati molto umili: sembravano persone normalissime, come tutti!"
Che cosa ha significato per te questa esperienza?
"Un regalo così penso che sia la realizzazione di un sogno che uno come me si portava dentro sin da bambino, non ci sono parole per descrivere le sensazioni e le emozioni che ho provato. Sono certo che è stato un colpo di fortuna che capita una volta nella vita e me lo sono proprio goduto con la speciale compagnia di mia moglie che quasi quasi dopo questa avventura si sta per convertire al bianconero. So che la società Juventus con i suoi numerosissimi sponsor in giro per l'Italia e per il mondo, fa continuamente queste cose: la Juventus invita ad ogni partita, tramite gli sponsor, i propri tifosi e regalando un sogno meraviglioso come è successo a me. Secondo me, vista la realtà del calcio e i guadagni irreali che ci sono dietro, è un piccolo gesto da apprezzare molto. Un gesto che per un attimo appiana i confini insuperabili che esistono realmente tra un semplice operaio come me e un giocatore di calcio della Juventus!"


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