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Letti da Auxilium a Lucca, Sos Volterra non ci sta

I lavori a Lucca per creare un nuovo reparto di terapia intensiva con circa 70 letti

L'associazione assai critica sul fatto che l'Auxilium Vitae presti alcuni suoi letti per allestire un nuovo reparto di terapia intensiva a Lucca

VOLTERRA — "Non stiamo alla finestra" polemizzano da Sos Volterra, alla notizia che alcuni letti attrezzati dell'Auxilium Vitae di Volterra verranno portati a Lucca, al fine di allestire un nuovo reparto emergenziale per affrontare i casi più gravi di coronavirus.

"Premesso che non sappiamo se con essi altri macchinari, ventilatori o altro, da Auxilium o da altre parti del presidio ospedaliero, siano stati o siano in procinto di esser dirottati, per stato di necessità - scrivono da Sos Volterra -, la domanda sorge spontanea. Perché, mentre tutti (ultima in ordine di tempo San Miniato, che l'Ospedale non ce l'ha più da anni e dove ora sembra venga allestita un'intensiva, oltre a quelle fatte sulle navi, nelle tende, nelle fiere etc) in tutta Italia, rivendicano un ruolo per gli Ospedali periferici che nel tempo sono stati depotenziati e mortificati, offrendo la disponibilità di spazi, risorse umane e tecnologiche, qua si è preferito il silenzio di tomba per settimane, cedendo poi timidamente alla proposta di mettersi in gioco direttamente (avanzata da SOS Volterra), solo dopo l'offerta, impossibile da rifiutare, della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, pronta a finanziare il progetto? 

Il tutto è stato fatto "buttando la palla in calcio d'angolo", come di dice alla volterrana, con un futuribile studio di fattibilità.. Ma nel frattempo? È come se un giocatore di calcio sta in panchina, e via via, durante la partita, gli chiedono di prestargli la maglietta, poi le scarpette ed infine, per ultimi, i pantaloncini. Se poi ci fosse un momento in cui si deve entrare in campo, il giocatore si troverebbe in mutande. O no? 

SOS aveva chiesto invece di poter mettere a disposizione da subito spazi, risorse umane e professionali, tecnologie, per poter immediatamente realizzare una seconda linea, capace di decomprimere realtà di terapia intensiva già dedicate al Covid19, accogliendo invece pazienti che continuano ad esistere e per cui necessita un'alta intensità di cura. Anche e soprattutto per la popolazione locale, che la necessità di questi posti ce l'ha da sempre. 

È stato perso un altro treno, stavolta molto importante. Ora c'è solo da sperare che la temporanea mancanza di ciò che è andato altrove, non indebolisca il sistema sanitario locale e che si mettano da subito, (tempi dell'emergenza permettendo) e senza aspettare taumaturgici studi di fattibilità, in rete la quasi trentina di anestesisti di Pontedera, con i cinque che reggono il sistema ospedaliero di Volterra. Per avere una Rianimazione. E non un suo pallido e rachitico surrogato".

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