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Danni del vento: la Regione da sola non basta

Danni per 568 milioni, la metà ad attività produttive in gran parte agricole, e boschi distrutti a rischio malattie. Serve un aiuto del Governo

VAL DI CECINA — I numeri chiariscono bene cosa sono stati la tempesta di vento e l'uragano abbattutisi sulla Toscana il 5 marzo: 568 milioni di danni (la metà ad attività produttive in gran parte agricole); una lista di spese già fatte che tra interventi di primo soccorso, somme urgenze e interventi urgenti sfiora gli 80 milioni e praticamente tutti i Comuni della Toscana coinvolti (252 su 280) dopo i cinque che si sono aggiunti nell'ultimo elenco. Maltempo che ha colpito duramente anche i Comuni pisani dell'alta e bassa Val di Cecina: Volterra, Pomarance, Casale Marittimo, Castellina Marittima, Guardistallo, Montecatini Val di Cecina, Montescudaio, Monteverdi Marittimo e Riparbella. 

L'INCONTRO IN REGIONE. A Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, sede della presidenza della Regione, c'erano nel pomeriggio di oggi, 2 aprile, gli amministratori dei Comuni della Toscana Nord-Ovest e Sud-Est. Con Prato, Pistoia, Firenze e tutti i sindaci della Toscana centrale l'incontro in Regione c'era già stato lunedì 30 marzo. Hanno incontrato le amministrazioni locali, l'assessore regionale alla presidenza, Vittorio Bugli e quello all'agricoltura Gianni Salvadori. "La Regione Toscana si è mossa con grande sollecitudine per far fronte a questo nuovo evento che non è stato certo minimale - ha sottolineato Bugli - ha dichiarato subito la rilevanza nazionale ed è stata richiesta la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, di cui è quasi certo il riconoscimento da parte del Governo, una volta che avrà fatto le verifiche già in corso". Ad oggi sono già stati attuati interventi di primo soccorso per 2 milioni e 200 mila euro, somme urgenze per oltre 26 e interventi urgenti per circa 51.

SERVE L'IMPEGNO DEL GOVERNO. "Si capisce dalle cifre e andando in giro per la Toscana - aggiunge Bugli - come l'evento abbia avuto un impatto enorme al quale non sembra corrispondere una percezione adeguata dei media e del Paese". C'è dunque la necessità di fare presente, tutti insieme, questa situazione: "sollecitare l'aiuto del Governo e scrivere una lettera collettiva a tutti i Parlamentari toscani per sostenere le nostre richieste".
"Con i Comuni – spiega Bugli - dobbiamo studiare soluzioni anche per i danni patiti dalle foreste e trovare modalità efficaci di intervento per i parchi urbani, anch'essi duramente colpiti". La Regione ha già attivato una task force scientifica per studiare azioni di ripopolamento boschivo e riprogettazione del verde delle città. "Ma non possiamo fare tutto solo con le nostre forze – ripete - Serve l'aiuto del Governo".

GLI AIUTI REGIONALI. La Regione ha già messo in campo alcune azioni. A favore della famiglie il 20 marzo il Consiglio regionale ha approvato una legge che stanzia 3 milioni come contributo straordinario per il primo ripristino delle abitazioni, che non è l'indennizzo dei danni che dipende dallo Stato.
Per le aziende non agricole, nei settori del turismo, commercio e manifatturiero, sono previste concessioni di garanzie fino all'80 per cento dell'importo dei finanziamenti e prestiti con sconti di mezzo punto sugli spread, già pattuiti dalle banche con la Regione dunque sui tassi finiti. Oltre alle possibilità offerte dal microcredito ovvero finanziamenti da 5 a 25 mila euro a tasso zero restituibili da tre a dieci anni e la prima rata da pagare solo dopo dodici mesi. Per le aziende c'è anche la possibilità di rimodulare i piani di rientro per i prestiti concessi negli anni passati dalla Regione e un'altra all'orizzonte potrebbe arrivare dalla Banca europea per gli investimenti (BEI), disposta a fornire liquidità alle banche per finanziare direttamente le imprese colpite da eventi atmosferici straordinari. "Ci stiamo lavorando" dice Bugli.
Per quanto riguarda gli aiuti per le aziende agricole, la dichiarazione di eccezionale avversità atmosferica è già stata fatta dalla Regione Toscana il 16 marzo. "In virtù di questo – spiega l'assessore all'agricoltura Gianni Salvadori – le aziende potranno rinviare di sei mesi i versamenti previdenziali ed assistenziali". Ci sono aiuti anche sui costi delle polizze assicurative.
Per le imprese agroalimentari saranno possibili interventi analoghi a quelli messi in campo per turismo, manifatturiero e commercio.

I BOSCHI SONO DISTRUTTI. L'altro grosso problema riguarda le foreste, dove sono stati segnalati danni ingenti da tutti i Comuni. L'emergenza da affrontare è ora quella di rimuovere gli alberi caduti o danneggiati. "Se non lo facciamo rischiamo il diffondersi di malattie nelle piante – riferisce ancora Salvadori - oltre al rischio di incendi e di effetto diga in caso di piogge. Sul rilevamento dei danni e la messa a punto del tipo di interventi necessari abbiamo coinvolto anche le università". "Purtroppo – conclude - ci vorranno anni per rigenerare questo patrimonio verde che è andato distrutto". Un primo cronoprogramma comunque già c'è: entro un mese la ricognizione puntuale di tutti i danni e entro due la messa a punto degli interventi. "Martedì – annuncia Salvadori – approveremo la delibera".

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