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Cosa pensano i giovani della loro Volterra

E perché se ne vanno? Lo abbiamo chiesto ad alcuni ed emerge che mancano eventi culturali e per il tempo libero. Altra criticità, le strade

VOLTERRA — Parlando con alcuni giovani di Volterra (che, vista la piccola dimensione della città, preferiscono rimanere anonimi) abbiamo cercato di capire quali sono secondo loro i problemi della città e perché una grossa percentuale di loro preferisce spostarsi in altre città italiane o all'estero. I ragazzi che abbiamo sentito hanno un'età compresa tra 20 e 25 anni.

"Come ogni anno sono tornato per il periodo natalizio - ci ha detto un ragazzo di 25 anni - e in questi giorni, verso le 19, la città è già vuota. E' abbastanza triste. Quando tornavo negli anni scorsi avevo delle persone da rivedere ma a questo giro non c'era nessuno, ho visto qualche persona che in fretta è rientrata in casa. Sembra un racconto di Kafka, a dirlo così".

Ma tutti i giovani se ne vanno? "Non tutti - ci ha spiegato una ragazza - soprattutto i maschi rimangono e magari trovano qualche lavoro più manuale, muratore, elettricista ad esempio. Forse per le donne è un po' più difficile. In generale chi se ne va lo fa perché a Volterra è difficile trovare un lavoro". 

Ma non è il solo motivo: "Anche trascorrere il tempo libero è difficile, qui a Volterra. So - ha aggiunto la stessa ragazza - che molti giovani frequentano i bar volterrani, ma poi quando chiudono, la serata è finita. Non si va da nessuna parte".

Un quadro piuttosto oscuro e poco ottimista: "Io non sono così pessimista - ci ha detto un giovane che studia e vive in una città del nord - di attrattive ce ne potrebbero essere se intanto si iniziasse a pensare che non basta il passato, non basta dire Volterra è bella". 

"Bisogna rendere la città bella e attrattiva non solo per i turisti che la vedono in due giorni - ha aggiunto - ma anche per chi ci abita, per chi qui ha le radici, per chi vorrebbe viverci e deve fare scelte che sono anche dolorose, come quella di andarsene. Molti pensano che sia facile o sia solo opportunismo andarsene. Per molti, me compreso, è un piccolo lutto ogni volta. Mi piacerebbe vivere nella mia città, ma vorrei che avesse anche più opportunità, che ci fossero più eventi culturali". 

"Io vorrei trovare fondi per fare festival di musica qui a Volterra. Degli amici che vivono in una città poco più grande di Volterra hanno preso in gestione uno spazio e lo riempiono di eventi. Se si vuole e se anche persone più adulte di noi giovani ci danno una mano concreta, è possibile fare qualcosa. A me piacerebbe essere attiva qui, a Volterra. Penso che questa candidatura a capitale europea della cultura possa essere un fatto positivo, magari potrebbe generare investimenti e nuovo movimento. Ci sono così tante associazioni a Volterra che forse basterebbe ravvivarle un po'. Sento che c'è un vuoto ma è come se una parte della popolazione lo volesse questo vuoto, lo coccolasse. Come se fossimo decadenti. Ma il solo decadentismo porta a una cosa sola...".

Decadentismo a parte, basterebbero più eventi culturali per risvegliare Volterra? "Assolutamente no - ha spiegato un altro ragazzo - Le strade sono un casino piene di buche, buie, pericolose, strette. Muoversi da qui non è facile di giorno e con il sole. Figuriamoci di notte, o quando piove. Le strade dovrebbero essere rifatte e allargate in tutti e quattro i punti cardinali, verso il mare, verso Siena, verso Valdera e Pisa e verso Grosseto. La verità è che qui siamo lontani da tutto".

Consultando Google maps, ecco alcune distanze: da Cecina 39 chilometri e 45 minuti di auto. Da Pontedera 45 chilometri e 54 minuti di viaggio in auto. Da Pisa i chilometri sono circa 70 e ci vuole un'ora e un quarto. Distanza e tempo simili per raggiungere Livorno. Da Colle Valdelsa 28 chilometri, 35 minuti. Siena è a 55 chilometri, un'ora di auto.

"Molto spesso - ha concluso un giovane volterrano - ho pensato a un esperimento da fare: vorrei prendere una persona che non conosce le strade per Volterra e portarla su una di queste e chiedere: ti sembra una strada accettabile per una città storica come Volterra? Penso che risponderebbe di no...".

René Pierotti
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