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Ceccarelli: ci sono molti fondi commerciali sfitti

Il sindaco spiega le ragioni per cui il Comune ha deciso di non rinnovare alla scadenza l'affitto al negozio che ha sede nel palazzo comunale

GUARDISTALLO — "Anche vi fosse stata la volontà politica di rinnovare l’affitto del fondo a fini commerciali, sarebbe stato comunque obbligatorio indire un pubblico bando dove tutti, amici e non, avrebbero potuto concorrere". Così in una nota il sindaco di Guardistallo Sandro Ceccarelli chiarisce la sua posizione in merito alla cessazione dell'affitto del locale nel palazzo del Comune dove attualmente si trova un negozio di genere alimentari. Scelta che era stata criticata duramente dall'opposizione dei Democratici per Guardistallo.

Il primo cittadino ricorda che "l’attività 'la Bottega del Popolo' utilizza uno spazio di proprietà di un ente pubblico che originariamente fu concesso ad una cooperativa sociale, poi chiusa nei primi anni del 2000". "L’allora Giunta Comunale concesse i locali ad un canone che ad oggi ammonta a circa 220 euro mese - prosegue - senza alcun bando pubblico, contravvenendo alle norme di tutela dell’ente, al dipendente della sciolta cooperativa, con una convenzione in scadenza il prossimo anno". "Il marito dell’attuale conducente il fondo sedeva, guarda caso, proprio in quella Giunta - aggiunge - che valuti l’opinione pubblica".

"Nei prossimi mesi avverranno ricollocazioni e adeguamenti degli edifici di proprietà comunale a vantaggio di tutte le attività associative-culturali-sociali e ludiche e quindi nell’interesse di tutta la comunità - scrive - l' amministrazione comunale procederà nel massimo rispetto dei principi di equità e solidarietà e tutelerà indistintamente i diritti di tutti i cittadini considerandolo un dovere istituzionale. "Gli adeguamenti degli edifici di proprietà comunale - aggiunge il sindaco - sono dettati dalla necessità di rispettare previsioni normative tra cui gli articoli del Codice Civile 822 e seguenti relativi ai limiti della libera disponibilità del bene pubblico, e non per scelte di rappresaglia politica come qualcuno vuole far credere, ripristinando così la piena integrità delle funzioni del Palazzo Comunale".

A proposito della necessità di indire un bando nell'eventualità che il Comune avesse deciso di riaffittare il locale, Ceccarelli precisa che "un ente pubblico oltre a non poter agire favorendo qualcuno in particolare,  deve procedere anche secondo quanto stabilito dalle vigenti normative" e "per gli attuali occupanti non vi sarebbe alcuna garanzia di sicuro subentro nella locazione, perché come previsto dal Regio Decreto 827/1924 art. 37 tutti i contratti da cui derivi entrate o spesa vanno preceduti da pubblici incanti (gare pubbliche)".

"Le scelte politiche che prendiamo sono dettate dalla forte volontà di gestire i beni comuni nell’interesse di tutta la popolazione e non solo di alcuni - scrive Ceccarelli - l’uguaglianza per noi è sostanza anche nella crisi, per questo non riteniamo corretto sovvenzionare una particolare attività economica individuale quando non lo possiamo fare con tutte le altre".  "A Guardistallo - aggiunge il sindaco - ci sono molti fondi commerciali sfitti i cui proprietari saranno ben lieti di accogliere un nuovo inquilino senza vedersi fare concorrenza dal proprio Comune".

Infine, Ceccarelli richiama la "volontà di uniformare l’utilizzo e la destinazione istituzionale del Palazzo Comunale, sanando con la scadenza contrattuale una unicità che non ha uguali in tutta l’Unione dei Colli Marittimi Pisani e cercando di soddisfare le tante richieste pervenute come quella del Gruppo Storico e della ProLoco di Guardistallo, oltre a quelle che potranno ancora pervenire, dalle associazioni culturali e sociali attive nel nostro territorio".

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