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Voce del verbo “gallare”

Nel gergo volterrano, il termine assume un significato diverso rispetto a quello della lingua italiana. L'etimologia deriva dall’aneddotica cittadina

VOLTERRA — Riferito al gallo o utilizzato nella Commedia dantesca, “gallare” a Volterra assume, però, un ulteriore significato. Il verbo, infatti, indica il lanciare involontariamente lontano un oggetto, perdendolo.

Per risalire all’etimologia bisogna fare, non a caso, un salto nel passato e, per l’esattezza, agli anni Cinquanta, quando, durante le partite di calcio nel vecchio stadio, i ragazzi lanciavano accidentalmente il pallone nel campo di un contadino di nome Gallo. L’uomo, indispettito per il continuo disturbo, faceva scomparire la sfera forandola o prendendola in pegno.

Lontana dai tecnicismi veterinari e dal lirismo trecentesco, l’accezione volterrana ha, quindi, un valore strettamente connesso con la quotidianità, con il carattere non sempre facile degli autoctoni e con quegli episodi che fanno parte dell’identità cittadina.

Viola Luti
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