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Festival del Teatro Romano al via, con polemiche

Lindsay Kemp a Volterra nel 2017

I responsabili della manifestazione, giunta alla 16esima edizione, chiedono un sostegno maggiore da parte degli imprenditori del territorio

VOLTERRA — La XVI edizione del Festival del Teatro Romano è in fase di partenza: un’importante operazione culturale che ha portato a Volterra decine e decine di artisti tra i più prestigiosi del mondo, con oltre trecento spettacoli nazionali e internazionali.

“Ma dopo sedici anni ci troviamo ancora a rischiare la chiusura, finora sempre minacciata, paventata, mai realizzata - così Simone Migliorini, fondatore del Festival - nessun investitore ha avuto ancora il coraggio di scommettere su un progetto che sta alla base anche del rilancio economico e turistico di un sito archeologico di tale portata. Tra l’altro chi ci aiuta, potrebbe usufruire del potente strumento dell’Art Bonus, che gli darebbe non pochi vantaggi a livello fiscale".

“In realtà – ha aggiunto Andrea Mancini, il direttore artistico della manifestazione - oltre al contributo del Comune di Volterra, la Fondazione della Cassa di Risparmio di Volterra è sempre stata la nostra prima sostenitrice, ma l’avvento dei Bandi Cultura, da noi comunque vinti, ci ha di fatto ridotto di quasi il 50 per cento di un contributo già non di grande portata. Pensare che questo Festival è stato oggetto di tesi di laurea, di convegni internazionali, ammirato all’estero e oltreoceano, apprezzato e sostenuto da artisti di grande prestigio e riconoscibilità”.

Adesso il Festival del Teatro Romano si trova in una situazione davvero molto grave: i costi fissi legati all’allestimento del Teatro Romano si aggirano intorno ai 15-18 mila euro, e a detta degli organizzatori è questa la cifra che manca per poter dare il via alla manifestazione.

“Siamo in un cul de sac – continua Mancini - e se in breve tempo non troviamo una soluzione saremo costretti a sospendere il Festival, tra l’altro con la novità di una sorta di manifestazione parallela dedicata ai ‘libri che divengono spettacolo’. Dovrebbe essere una specie di caffè letterario, con figure prestigiose della cultura internazionale che vengono a parlare al pubblico volterrano, ma anche ai turisti. Questo pre-festival potrebbe diventare una sorta di introduzione agli spettacoli, che come sempre saranno di prima grandezza. Non vogliamo sciupare la sorpresa, ma anche quest’anno abbiamo titoli ed attori straordinari”.


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