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Quando a Volterra “si va insù”

Pronunciata indistintamente da giovani e anziani, l’espressione dialettale tipica del colle sottintende il raggiungere il centro città

VOLTERRA — Ogni realtà urbana ha i propri dialetti, quei modi di dire che accomunano linguisticamente i concittadini e che riflettono le origini profonde del luogo. Spuntano, così, nella quotidianità, locuzioni più o meno radicate che, pronunciate in modo spontaneo, spesso diventano dei veri e propri intercalari. Tra i primi posti della classifica volterrana svetta l’automatico ”vedrai” o, per essere più precisi, “verai”. Ma, a contendersi il podio, non può certo mancare l’istintivo quanto frequente “vado insù” che significa “raggiungo il centro città”. Disputa lessicale piuttosto accesa che, però, può trovare una tregua con un trionfatore indiscusso.

Se, infatti, le due espressioni gergali vengono unite con un “vado insù, verai” allora il vincitore della medaglia d’oro è assicurato. 

Viola Luti
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