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Ma la voce resta

Un momento dello spettacolo

In uno spettacolo teatrale, gli studenti del Liceo Classico Carducci di Volterra raccontano la contemporaneità degli autori greci e latini

VOLTERRA — Il mondo della scuola, raccontato attraverso la lettura degli autori classici e moderni, è stato al centro dello spettacolo teatrale Ma la voce resta, realizzato dagli studenti del Liceo Classico Carducci di Volterra. Da Platone ad Aristofane, da Orazio a Seneca, fino ad arrivare a Collodi, Calvino e Pennac, gli allievi delle classi II, III e IV A hanno fatto rivivere testi legati al presente e al passato, ma estremamente contemporanei.

L’attualità dei brani, infatti, ha permesso di riflettere sulla continuità e sui punti di contatto che, nonostante i secoli trascorsi e le differenze geografiche, accomuna l’universo della cultura. Un’eredità, quella greca e latina, che, come un’eco, è ancora in grado di insegnare e di far di cogliere nella loro interezza e complessità le dinamiche della formazione.

“Lo spettacolo fa parte del progetto Passi nel tempo archeologia – commenta la referente, la professoressa Gianna Pasquinelli - viene realizzato nel nostro Istituto dal 2007. È stato ideato per arricchire l’offerta formativa della scuola e per avvicinare gli studenti, in modo concreto e consapevole, alle testimonianze storiche e archeologiche del nostro territorio, così ricco e stimolante sotto questo aspetto. Il lavoro si pone finalità in armonia con gli studi classici che, continuamente, ci chiamano a riflettere sui rapporti tra passato e presente, rapporti che oggi, più che mai, appaiono vivi e ricchi di contenuti".

"Il lavoro, in questo anno scolastico - prosegue Pasquinelli - si è incentrato sull’importanza dell’archeologia per lo studio e la ricostruzione di fatti storici, sulla permanenza delle cose passate fra gli uomini e, in particolare, sul mondo della scuola. Attraverso la recitazione e lettura espressiva di testi greci, latini e moderni, che trattano il tema della formazione e dell’istruzione dei giovani e su alcuni oggetti, che simboleggiano reperti archeologici, è stato ricostruito uno spaccato di vita scolastica nell’antichità, con uno sguardo anche a epoche più recenti. Gli studenti hanno, così, dato voce alle emozioni dei loro “colleghi” in altri momenti della storia, facendo conoscere agli spettatori l’attualità e la vivacità dell’argomento.”

Lo spettacolo, realizzato grazie al lavoro delle professoresse Gianna Pasquinelli e Lucia Ghilli in collaborazione con Simone Migliorini, fondatore del Festival Internazionale del Teatro Romano, si è svolto mercoledì 14 giugno al Teatro di S. Pietro Carte Blanche di Volterra con grande partecipazione di studenti e di pubblico.

Viola Luti
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