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Le riflessione del Pd volterrano dopo il voto

Anche nei collegi con l'Alta Valdicecina voti in calo per il Partito Democratico, che però è riuscito ad eleggere Susanna Cenni

VOLTERRA — "Grazie anche alla tenuta del Partito Democratico di Volterra - queste le riflessioni del circolo locale, Massimo Malfetti - che, pur perdendo consensi rispetto alle Politiche del 2013 si è confermato primo partito cittadino, è stato possibile far eleggere alla Camera, nel collegio uninominale, la nostra candidata Susanna Cenni. In un collegio uninominale diverso, quello del Senato, disegnato con altri confini territoriali che hanno compreso zone dove il risultato è stato peggiore, purtroppo non è stato possibile fare lo stesso con Valeria Fedeli, che è comunque entrata in Senato nel collegio plurinominale e che ringrazio per l’impegno e la passione che ha messo nella campagna elettorale. Sono stati eletti anche, nel collegio della Camera, Lucia Ciampi e Stefano Ceccanti.

L’alta partecipazione alle urne registrata nella nostra città, superiore come di consueto alla media nazionale, conferma l’elevato senso civico e la voglia di partecipazione dei volterrani e deve spingerci ad un ancora maggiore impegno nel proporci come forza politica presente ed attenta ai bisogni della nostra comunità e del territorio.

A livello locale, se ci soffermiamo ad una lettura più attenta dei dati, vediamo che, rispetto alla consultazione del 2015 per l’elezione del Consiglio regionale - l’ultima nella quale siamo stati chiamati a 'scegliere' un partito - dove il PD a Volterra raccolse 1947 voti, oggi lo stesso PD ne raccoglie 1968, nonostante l’uscita di quella parte che è andata a costituire 'Liberi e uguali' e che ha collezionato a Volterra 286 voti di lista.

A livello nazionale, con il Partito Democratico sceso sotto la soglia, anche psicologica, del 20% e con le altre formazioni di sinistra che non sono state premiate dall’elettorato, auspico che si possa aprire una nuova fase costituente della sinistra italiana. Credo che si debba fare di tutto per agevolare questo percorso ed anche le dimissioni, naturali dopo il risultato del 4 marzo, del Segretario nazionale, potranno togliere ogni eventuale ostacolo a che questo accada.

I partiti e le coalizioni che, democraticamente, hanno vinto le elezioni, sono ora chiamati a formare il nuovo governo ed a mantenere la stabilità, la credibilità internazionale ed il passo riformista che il Partito Democratico ha saputo garantire in questi anni. Rimane la delusione di non aver saputo condividere adeguatamente i risultati di questo lavoro con quella parte degli italiani che non hanno ritenuto di confermarci alla guida del Paese. Lasciamo ora a chi è stato legittimato dal voto dei cittadini, il governo di un’Italia certamente migliore di come la abbiamo trovata".


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